World Congress

for freedom of scientific research

Lewis Wolpert: Is science dangerous?

02/06/2006

Lewis Wolpert, Emeritus Professor of Biology as Applied to Medicine, Anatomy, University College, London
Session/Theme: Science, society and politics - public understanding of science
Title of the presentation: Is science dangerous?

The idea that scientific knowledge is dangerous is deeply embedded in our culture. Adam and Eve were forbidden to eat from the Tree of Knowledge, and in Milton's Paradise Lost the serpent addresses the Tree as the 'Mother of Science'. There is a fear and distrust of science: genetic engineering and the supposed ethical issues it raises; the effect of science in diminishing our spiritual values even though many scientists are themselves religious; the fear of nuclear weapons and nuclear power; the impact of industry in despoiling the environment. While scientists are blamed for despoiling the environment and making us live in a high risk society it is only because of science that we know about these risks, such as global warming and BSE. Yet science provides the best way of understanding the world in a reliable, logical, quantitative, testable and elegant manner. Science is at the core of our culture, almost the main mode of thought that characterises our age. But, for many people, science is something rather remote and often difficult. Part of the problem is that almost all scientific explanations go against common sense, our natural expectations, for the world is just not built on a common sense basis. A serious problem is the conflation of science and technology. The distinction between science and technology, between knowledge and understanding on the one hand, and the application of that knowledge to making something, or using it in some practical way, is fundamental . Science produces ideas about how the world works , whereas the ideas in technology result in usable objects. But it is technology that generates ethical issues, from motor cars to cloning a human. In contrast to technology, reliable scientific knowledge is value-free and has no moral or ethical value. Science tells us how the world is. But are scientists for the technological applications of science? But the very nature of science is that it is not possible to predict what will be discovered or how these discoveries could be applied. Cloning provides a nice example. It is not easy to find examples of scientists as a group behaving immorally or in a dangerous manner - BSE is not an example - but the classic was the eugenics movement. Much of the ethical concerns about genetics have no real foundation, and that includes stem cells. The obligation of scientists is to both make public any social implications of their work and its technological applications, and to give some assessment of its reliability.

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LA SCIENZA È PERICOLOSA?

Lewis Wolpert
Prof Emerito di Biologia applicata alla Medicina, Atonomia
University College, Londra
Sessione: Scienza, società e politica – comprensione pubblica della scienza
Titolo: “La scienza è pericolosa?�?

L’idea che la conoscenza scientifica sia pericolosa è profondamente radicata nella nostra cultura. A Adamo ed Eva fu proibito di cogliere i frutti dell’Albero della Conoscenza e nel Paradiso Perduto di Milton il serpente parla dell’Albero come del “Mostro della Scienza�?. Vi sono paura e diffidenza nei confronti della scienza: l’ingegneria genetica e i presunti temi etici da essa sollevati; l’impatto che la scienza ha sui nostri valori spirituali, sebbene molti scienziati professino una religione; la paura delle armi nucleari e dell’energia nucleare; l’impatto distruttivo dell’industria sull’ambiente. Mentre gli scienziati vengono accusati di saccheggiare l’ambiente e di farci vivere in una società sempre più piena di rischi, non si deve dimenticare che è proprio grazie a loro che siamo a conoscenza di questi rischi, come per esempio il surriscaldamento del pianeta o la BSE. La scienza resta il metodo migliore per conoscere il mondo in maniera affidabile, logica, quantitativa, verificabile ed eccellente. La scienza è il cuore della nostra cultura, è praticamente il principale motore di pensiero che caratterizza la nostra era. Tuttavia, per molte persone la scienza è qualcosa di remoto e di complicato. Parte del problema risiede nel fatto che quasi tutte le spiegazioni scientifiche vanno contro il senso comune, contro le più naturali aspettative, perché il mondo non si fonda semplicemente sul senso comune. La fusione tra scienza e tecnologia rappresenta un serio problema. La distinzione tra questi due soggetti, tra conoscenza e comprensione da un lato, e applicazione di quella conoscenza per arrivare a produrre qualcosa o per usarla in una qualche maniera pratica, dall’altro, è fondamentale. La scienza sforna idee su come funziona il mondo, mentre le idee della tecnologia creano oggetti utilizzabili. Ma è la tecnologia stessa a sollevare temi etici, dal motore a scoppio alla clonazione umana. A differenza della tecnologia, la conoscenza scientifica affidabile non è carica di valori, né morali, né etici. La scienza ci racconta com’è il mondo. Ma gli scienziati servono all’applicazione tecnologica della scienza? La natura stessa della scienza è che è impossibile prevedere quale sarà la prossima scoperta e come questa scoperta potrà essere utilizzata. La clonazione è un buon esempio. Non è facile trovare esempi di scienziati che si comportano immoralmente o pericolosamente – la BSE non è un esempio – ma il classico esempio è quello del movimento dell’eugenetica. Molti degli interrogativi relativi alla genetica sono privi di fondamento e tra questi vi sono anche le cellule staminali. Il dovere degli scienziati è rendere pubblica ogni implicazione sociale della loro opera e della sua attuazione tecnologica, nonché fornire valutazioni circa la sua affidabilità.

Lewis Wolpert

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